Buon Lunedì!
Sono tutta un fremito quest’oggi! Questo è il primo articolo che aprirà la mia rubrica LIV E DINTORNI. Come vi accennavo in precedenza, LIV E DINTORNI è una «finestra sul
mondo, una visione attraverso i miei occhi.» Due articoli che verranno
pubblicati ogni secondo e quarto lunedì del mese. Lasciando da parte le
comunicazioni di servizio, introduciamo l’argomento della nostra discussione, la quale verterà sul tema del risentimento.
Secondo il dizionario
della lingua italiana il risentimento è «...un atteggiamento di avversione o animosità
verso qualcuno per un’offesa o un affronto ricevuto: avere risentimento,
provare risentimento.»
Qualche settimana fa, un
amico mi ha raccontato qualcosa di poco piacevole per la sua
persona e io - da brava critica - ho riflettuto molto sulla vicenda e per tal ragione ho fatto un’analisi del caso che a breve esporrò... Certo non si giocherà ad
armi pari, poiché ho solo una versione della storia, ma per la profonda stima
che nutro verso il mio amico darò tutto per vero.
Il mio amico Candido, sì lo
chiamerò così in ‘onore’ del protagonista del romanzo di Voltaire, anche perché
molte analogie le ritrovo tra i due: entrambi innocenti e ‘ingenui’, ingenui
tra virgolette, molto tra virgolette...
Candido aveva studiato,
approfondito, analizzato in ogni dettaglio l’argomento dell’interrogazione del
giorno seguente. Era ‘costretto’ all'ennesima interrogazione, poiché la prof gli
aveva piazzato un bel quattro «lacunose e
imprecise le conoscenze sui composti organici.»
"«Liv… è stata veramente ingiusta. Mi ha fatto una SOLA domanda, cazzo. Per
giunta a CASO.» Si, Candido usò un linguaggio piuttosto colorito nel
riferirmi il tutto…
Il giorno dopo arrivò: «Com’è andata allora? Eri molto preparato
stamattina!»
«Di merda Liv, di merda. Un altro quattro, ‘Queste due domande che ti
ho fatto sono sufficienti: l’interrogazione, per me è da quattro.’» ricordo
ancora il viso sconvolto di Candido.
«Il
suo sguardo gelido e la paura di sbagliare mi ha mandato in tilt il cervello. E
così ho risposto ‘in modo inadeguato e poco consono ’.» E poi tanti
invettive e frasi da ‘camionista’ contro la prof, che vi risparmio. "
Da quella
settimana Candido mi sbologna gli insulti più strambi e fantasiosi sulla materia e
sulla prof.
Per alcuni di voi risulterò
banale, Liv che sta proponendo la solita storia: l’ingiustizia del prof verso
lo studente e viceversa lo studente che manca a i suoi doveri. Ma vi sbagliate.
Voglio analizzare la questione e cercare di trarre qualcosa di positivo da
questa faccenda.
Almeno una volta - beh più di una
volta se si è sfigati - abbiamo subito delle ingiustizie nel corso della
nostra vita perché «[…] quando io(riferito
alla Natura) vi offendo in qualche modo e
con qual si sia mezzo, io non me n’avvengo[…] la vita di quest’universo è un
perpetuo circuito di produzione e distruzione, collegate ambedue tra se di
maniera, che ciascheduna serve all’altra, ed alla conservazione del mondo[…]»
ci informa Leopardi ne “Dialogo della Natura e di un Islandese”, dove la natura
viene vista come un essere maligno e spregevole. Riconducibile al minimo comune
denominatore che ‘Sei destinato a patire, mi spiace.’ Anche se ... quel mi spiace
l’ho aggiungo io, a mo' di ‘ti compatisco, fratello.’
Ognuno di noi vive l’ingiustizia in modo diverso: c’è gente che s’incazza e reagisce, altri tacciono e subiscono.
Però in entrambi i casi il fattore risentimento scatta.
Ecco, Candido prova molto risentimento verso la prof,
(magari anche lei?)
Candido sta attraversando quattro
fasi:
- Ingiustizia;
- Riflessione sull'evento;
- Nervosismo temporaneo o permanente;
- Il dramma.
Tutte negative, ma è la
quarta quella più significativa e peggiore, quella che determinerà il futuro di
Candido. Se applichiamo queste fasi a episodi di maggiore valenza per esempio: assassini,
furti, tradimenti, ci porteranno a enormi disastri.
E di Candido che ne sarà? Continuerà
a essere frustrato dalla sua condizione e studierà male e superficialmente? Conflitti
interiori si apriranno in lui? Quindi che proponi, Liv? Come possiamo evitare
questa catena?
Beh, una risposta non c’è o meglio liquidiamo il tutto con «il male, come il bene, è presente nel mondo
facciamocene una ragione».
«Mi oppongo» rispondo interrompendo il tutto. (Già, mi sono
immaginata come ad un matrimonio)…
A parte gli scherzi, qualcosa si
può fare: se interrompiamo la catena a ‘Rifflessione sull’evento’ le conseguenze
potrebbero attenuarsi. Se si trasformasse l’astio in indifferenza ovvero io-me-ne-frego,
potremmo soltanto acquistare una maturità che gioca a nostro favore. Una forza
mentale che neanche Goku possiede. Come si raggiunge?
Tre semplici passaggi ne conseguono
riassumibili in:
1. Ingiustizia;
2. Esprimere eventuali insulti e insolenze, funzione catartica;
3. Accettarla e conviverci, No scervellarsi sul «perché a me?» poiché non sempre si
riceverà una risposta. Ricordiamo la fine dell’islandese, quando al chiedere «[...]a chi piace o a chi giova cotesta vita
infelicissima dell’universo […]» venne mangiato dai due leoni o persino
inghiottito dalla sabbia e esposto come mummia in un museo.
Tuttavia non tutti siamo in grado
di ‘accettare’ e acquistare la consapevolezza, per semplice assenza di volontà,
ci si abituerà e il torto verrà assimilato.
Tuttora Candido si ritrova i due
quattro in scienze, sta tentando di accettare e convivere. Per certo ha
dimostrato più autocontrollo della prof e aspetta la sua occasione di ribalta.
LIV PER IL SOCIALE.
