Titolo Originale : Reconstructing Amelia
Autore: Kimberly McCreight
Paese: America
Editore: Casa Editrice Nord
Data di pubblicazione: 30 Aprile 2014
Pagine: 395
Prezzo: 16,40 €
Voto: ♥ ♥ ♥ ♥ e mezzo
Trama
« Non è da lei » Mentre si fa largo tra i passanti, Kate
Baron ripensa incredula alla telefonata che l’ha costretta a lasciare una
riunione decisiva per la sua carriera: dopo essere stata scoperta a copiare,
sua figlia Amelia è stata sospesa con effetto immediato dal preside della Grace
Hall, uno degli istituti privati più esclusivi di New York..
«
Non è da lei » continua a
ripetersi Kate, finché non si trova davanti a una scena sconvolgente.
L’ingresso della scuola è bloccato da un cordone di agenti di polizia, vigili
del fuoco e paramedici. E la causa è proprio sua figlia. Per la vergogna,
Amelia si è suicidata, lanciandosi dal tetto dell’edificio. Col suo mondo ormai
in pezzi, Kate si chiude in un bozzolo di dolore e sensi di colpa, ma alcuni
giorni dopo la tragedia riceve un inquietante SMS anonimo: «
Amelia non si è buttata »
Cosa significa? Possibile che la verità
sia diversa da quella sostenuta dalle autorità scolastiche? Possibile che ci
sia un’altra verità? Kate deve saperlo. Deve raccogliere le forze e
scandagliare la vita della figlia, una vita segnata da ombre e segreti di cui
lei neppure sospettava l’esistenza. E, a poco a poco, una domanda inizia a
tormentarla. Chi era veramente Amelia? Solo trovando la risposta, Kate potrà
rendere giustizia alla figlia. Solo così riuscirà a portare alla luce la verità
di Amelia.
La mia recensione
La
verità di Amelia è un
romanzo che si presenta con una trama
apparentemente semplice, elementare, ma che si rivela ricca di intrecci e
colpi di scena.
Amelia sta attraversando un periodo delicato della sua vita:
l’adolescenza. Un periodo di formazione sotto vari punti di vista; fisico,
mentale, intellettuale. A volte un aiuto ‘esterno’ non guasterebbe…
Amelia
rappresenta il teenager medio. In molti momenti la troviamo sola, turbata, confusa e ciò la porta
ad intraprendere nuove esperienze, sia
costruttive che distruttive. È normale, poiché Amelia è un’adolescente, per
natura lei, noi (m’includo anch'io nella categoria) tendiamo a fare
esperienze per sentirci «grandi», per trasgredire le «regole»
o semplicemente per curiosità, non prestando attenzione alle conseguenze, di
cui tutti parlano.
Saranno proprio quelle decisioni che intraprende a portarla in un tunnel di solitudine,
tristezza e dolore. Con maestria, riesce a nascondere a tutti il suo <<male>>, persino
a sua madre.
Kate
Baron ha cresciuto Amelia sola e di ciò non se ne
pente, ne va fiera << …
tu non sei mai stata un errore, Amelia >>. Ma purtroppo per sua figlia è inconsapevolmente una madre distratta e
assente, focalizzata principalmente
sul lavoro, ma ciò non toglie il gran bene
che Kate nutre verso Amelia.
L’ambiente scolastico, dove Amelia passa
le sue giornate, racchiude la soluzione all'enigma del racconto. Proprio lì si
svolgono gran parte degli episodi e dei soprusi inflitti ad Amelia. E' come se quella scuola fosse un luogo ‘omertoso’... se leggerete fino in fondo potete capire a cosa mi
riferisco…
Lo stile narrativo è brillante e
impeccabile, e con lo strutturare la storia in modo che si alternassero
sia la madre che la figlia fa sì che il romanzo acquisti maggior fedeltà alla drammaticità della vicenda, rendendo tutto ancora più verosimile. Raccontandoci non una, ma ben due «verità», cosi ché sia l’adolescente che l’adulto, possano rispecchiarsi nei personaggi.
Credo proprio che questo libro meriti di
essere letto, ritengo che sia il migliore dei libri che mi abbia più
toccato ed emozionato negli ultimi due anni.
« Tutti vogliono solo appiccicarti addosso
un’etichetta. Infilarti in una categoria o nell'altra. E, una volta che sei
etichettato in un certo modo, ti rimane addosso per sempre. »
Giudizio finale: commovente e appassionante.
Liv




