Sono
passate circa due ore dalla fine della lettura di Ti ho incontrata in un sogno e ho tante di quelle cose da
raccontarvi che ho paura di dimenticarle o magari scrivere lo stretto necessario.Ok.
Faccio un respiro, mi concentro… 3…2…1
Su
consiglio di Cristina, un’amica mooolto simpatica, scopro questo
libro raffigurante una ragazza intenta a soffiare su un dente di
leone. Pagina dopo pagina faccio la conoscenza del romanzo, dei personaggi e
degli episodi che li accomunano.
Il
romanzo è ambientato a Parigi, per definizione ‘città dell’amore’. E
come non poteva non essere luogo di un intrigo così nobile tra due anime in
pena; lui Jonas e lei Lior.
Jonas
Lankri è un uomo sulla trentina, bello, intelligente e come lavoro correttore
di bozze per una rivista femminile. Scrivere è la cosa che gli riesce meglio,
l’ha tenuta sempre legata a sé sin da bambino. L’estrema timidezza gli impediva
di esternare i proprio sentimenti e così lo scrivere si sostituì al parlare.
« …
Scrivevo per evitare di parlare. Perché le parole, nella mia bocca, non trovavo
mai l’ordine nel quale dovevano disporsi, né il senso che avrei desiderato dare
loro.
Le mie esitazioni, i miei balbettamenti
suscitavano lo scherno dei miei coetanei e mi spingevano al silenzio o,
perlomeno, a limitarmi a risposte brevi, espressioni lapidarie, espulse in un
soffio…»
Lui
è soprattutto un inguaribile sognatore romantico e non a caso, una notte fa un
sogno, ‘rivelatore’, anche se nel corso del libro ne farà molteplici.
Una
ragazza dalla esile figura, gli appare. Cerca di avvicinarsi a lei, di
sfiorarla, ma l’immagine svanisce. Egli si è talmente invaghito di lei da farne
il centro della sua esistenza.
Dopo
la pubblicazione del suo primo romanzo Nei silenzi di una donna, che riscuote un successo inaspettato, ne pubblica un secondo su
costrizione del suo editore, che però viene stroncato
dalla critica, infatti lo stesso Jonas lo cataloga come «
romanzo destinato a leggere e dimenticare» .
Per
problemi finanziari vive a spese degli amici Josh e Chloé. Josh è l’archetipo
dell’informatico: discreto, introverso, quasi asociale e incapace di esprimersi
facilmente se non con la tastiera del computer.
Chloé
è completamente l’opposto. Forme sensuali, sguardo cupo e provocatore da
ballerina di flamenco. Vivace, disinvolta al momento di parlare, capacità di
affascinare il pubblico o sparare parolacce.
Jonas dopo
aver lasciato il lavoro, trova impiego presso la libreria di Monsieur Hillel Edimberg.
Monsieur Hillel Edimberg è un librario piuttosto
insolito. Il suo compito è quello di sposare gli esseri umani e i libri. Egli
sa che ogni uomo è alla ricerca di un romanzo luce, un libro del loro destino,
in grado di rivelare verità senza la quale non potranno mai capire il
significato del loro cammino. Una sorta di opera della loro vita. Sulla stessa
linea, accosta la teoria delle anima gemelle di Platone. Secondo il quale gli
esseri sono stati creati doppi, due uomini, due donne o un uomo e una donna,
poi separati dagli dei per aver suscitato la loro collera. Sofferenti per
questa separazione, cercano di ritrovare la loro metà perduta. Tutti destinati
a cercare qualcosa; chi un romanzo, chi l’amore di tutta la vita o entrambe le
cose..
Il
libraio nutre un profondo affetto verso il giovane Jonas, se ne prende cura
come se fosse un figlio, dandogli i giusti consigli e aiutandolo
economicamente. Infatti sul tasto ‘questione economica’, Jonas si vedrà
depositare sul suo conto mazzette di soldi da uno sconosciuto benefattore o malfattore? Chi sarà mai questo strano
individuo, un fan, un maniaco ?
La
protagonista femminile del romanzo è Lior, la nostra bella e dolce Lior, che si
colpevolizza troppo facilmente. Gli uomini sono la causa del suo male. Quel
padre che se ne và di casa troppo presto. Tutta
quella serie di fidanzati, uno dopo l’altro, che la deludono e la scoraggiano
troppo facilmente, che fraintende come probabile « principe azzurro » . Dopo che scompaiono dalla sua vita, si incolpa lei stessa
dicendo di non essersi mostrata divertente, premurosa.
« …credetti allora che la
fiamma che illuminava le loro pupille fosse la prima espressione di un amore
che erano pronti a dichiararmi. Ma indicava solo il loro desiderio di maschi in
divenire. Mi considerarono quindi come un oggetto da conquistare. Una conquista
facile, perché sempre in attesa…»
Da
un momento all’altro, decide di candidarsi per un posto al reparto cure
palliative, credendo di potersi sentire più viva al fianco di chi è destinato a
morire. Ogni paziente inizia ad affezionarsi a lei, come fala dolce Angèle Dutour. Una donna sulla cinquantina con un cancro all’utero. La signora Dutour è quel personaggio che si trova almeno su 2 libri su 4, in quanto raffigura la nonnina saggia, deliziosa e lungimirante,
ma che disgraziatamente viene fatta fuori troppo presto.
Lior
ha una migliore amica, Elsa. Elsa è il personaggio più spassoso di tutto il
romanzo, non ti annoi mai. Le sue battute sono così spontanee, dirette,
spiritose, che è difficile provare sentimenti di antipatia nei suoi confronti.
Si occupa della sua Lior, come farebbe una madre. La veste, la trucca, la
coccola, la consola nei momenti di sconforto, proprio come soltanto le migliori
amiche sanno fare. Cerca intenzionalmente i ‘polli da spellare’, passando
alcune volte come arrapata di ‘polli’. Come succederà con il signor Luciani.
Signor
Luciani? Chi mai sarà, questo strano qui… Del signor Luciani e della figlia
Serena non voglio anticiparvi nulla, perché costituiscono il clou del romanzo e quindi spetta a voi fare la loro conoscenza.

L’amore
tra Jonas e Lior è uno di quegli amori così delicati, ingenui, autentici che ti
tramortiscono l’anima.
Jonas
mi ha fatto conoscere una parte nascosta dell’animo maschile. Un parte timida,
sensibile che non solo le donne hanno. « La tua ingenuità è toccante » , dice Lior
in un passo, caspita se non è vero! Jonas è l’uomo forte dalla sguardo bambinesco.
Il suo essere goffo ti fa venir voglia di corrergli incontro e di abbracciarlo,
più forte che puoi.
In
questo libro non ho personaggi in e out, mi sono piaciuti sia Lior sia di Jonas.
Ti ho incontrata in un sogno
può essere letto anche in
chiave ‘romanzo filosofico’, varie teorie sull’amore vengono affrontate e
discusse sotto l’occhio vigile di Monsieur Hillel. E’ anche un romanzo che
riprende il concetto di caso, di predestinazione, del fatto che nulla avviene
per caso, che gli incontri non sono semplici coincidenze, infatti proprio
l’argomento ‘incontro’ costituisce l’emblema della storia.
Un
nonsochè zafonesco (termine proveniente del cognome dello scrittore Carlos Ruiz Zafó n) ho riscontrato nel
libro, forse perché la costruzione del carattere di Jonas è un po’ somigliante
a quella del protagonista Daniel Sempere de L’ombra del Vento.
Se
non conoscete Carlos Ruiz Zafon vi invito a leggere qualche suo libro, non
cadete tutti nel luogo comune L’ombra del vento, ma Marina o la
trilogia del Principe della Nebbia potrebbero essere un buon inizio.
A
volte lo stile di Thierry Cohen mi è sembrato troppo pomposo e ripetitivo, ma
ciò non deve scoraggiarvi la lettura.
Consiglio questo libro a chi vorrebbe sognare insieme a Jonas, non perdendo mai
la speranza a trovare la tanto attesa anima gemella!
« Dedicati tutto al tuo
amore. Ammira ogni istante della tua storia, rallegrati di ogni emozione e
persino del dolore che, forse, a volte ti attanaglierà. Poi, se avrai la
fortuna di amarla, costruisci questo amore. Fa’ del tempo il tuo alleato, fa’
della tua volontà la tua forza e della tua intelligenza la tua guida. »